Situata sul sagrato dell'Abbazia, e protetta dietro un'alta inferriata, la Santa Tomba di Arles è un sarcofago in marmo del IV secolo, vestigio di un primo centro cristiano fondato in Vallespiria.
Isolato dal suolo e dai muri, chiuso con un coperchio che non lascia penetrare nessuna goccia di pioggia, il sarcofago contiene un'acqua pura che si rigenera per trasudamento delle pareti inferiori.
Se ne estraggono, tutti gli anni molte centinaia di litri e non si ricorda di averlo mai visto inaridire per lunghi periodi, se non durante i giorni della Rivoluzione, a seguito di una profanazione della quale la Santa tomba fu oggetto nel mese di maggio 1794, ma per ripartire nel mese di ottobre dell'anno seguente, dopo che la stessa fu nuovamente ripulita dalle immondizie delle quali l'impietoso sacrilegio di qualche energumeno, l'avevano riempita.
Come spiegare la presenza di quest'acqua in questo sarcofago? Quale è potuta esserne l'origine?
Due ipotesi ugualmente verosimili sono ammissibili: la prima ritiene che il frate Arnulfe, al suo ritorno da Roma, abbia deposto la Santa reliquia dei Santi Abdon e Sennen, dentro questa tomba in attesa che fosse loro preparato un reliquiario decoroso, e allora, sarebbe stato grazie al contatto con questi resti sacri (dei quali ancora contiene dei frammenti) che il sarcofago di Arles avrebbe, come il battistero delle catacombe, la virtù di produrre senza interruzione quest'acqua miracolosa; la seconda ipotesi, più religiosa, ritiene che frate Arnulfe, arrivando, avesse versato per terra una certa quantità di acquapresa alla sorgente del cimitero Ponziano in Roma e, in questo caso, sarebbe proprio quest'acqua primitiva che non avrebbe mai cessato, in seguito, di rinnovarsi, di modo che la sorgente di Arles non sarebbe altro che la continuazione di quella di Roma.
Qualunque sia il motivo, comunque, per il fervore popolare è certamente un fatto meraviglioso che non può spiegare se non per un intervento Divino. I miracoli operati attraverso l'impiego di quest'acqua, sono, al riguardo, una prova sufficiente.Dei ciechi hanno recuperato la vista bagnando i loro occhi; bevendone, dei malati, a volte già abbandonati dai medici, sono stati inspiegabilmente guariti.La sorgente di Arles-sur-Tech, sarebbe dunque, come quella di Lourdes, una sorgente miracolosa e, allo stesso modo, la sua acqua produrrebbe degli effetti soprannaturali, senza che il suo impiego, per essere efficace, esiga altre cose se non una fede sincera e una grande fiducia nelle sue virtù.
(Le notizie sui Santi Abdon e Sennen sono tratte da uno studio di Arles-sur-Tech)
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