Nacque il 28 Gennaio 1828 a Casteldidone. Qui fu battezzato ed avviato dai genitori alla vita cristiana. Trasferitosi a Mantova, per la sua bontà ed intelligenza fu avviato al sacerdozio. Le tappe della sua vita furono delle più ambite: nel 1863 è nominato canonico della cattedrale di Mantova e nel 1866 ha la cattedra di filosofia del Liceo cittadino.
Vive a Mantova i tragici eventi dei Martiri di Belfiore tra i quali figurano sacerdoti e laici, e certamente l'atmosfera politico-religiosa non era delle più chiare. Incalzante è l'arrivo delle teorie positiviste nel mondo filosofico.Tutto ciò che è nuovo ha il fascino della più profonda attrazione. Il suo discorso in memoria di Pietro Pomponazzi, (un pensatore mantovano del Rinascimento che aveva negato l'immortalità dell'anima) dato poi alle stampe, fu messo all'indice (1869). L'anno dopo pubblicò la "Psicologia come scienza positiva" e nel 1871 abbandonò il sacerdozio e smise l'abito ecclesiastico.
Di tale avvenimento si parlò moltissimo e puerile la spiegazione, data da alcuni,
"che i suoi convincimenti religiosi erano solo fondati sopra un dottrinarismo scolastico che lo sviluppo della riflessione filosofica doveva necessariamente rovesciare".
Nominato professore di Storia della Filosofia all'Università di Padova (1881), vi rimase fino alla morte, avvenuta in Mantova il 15 Settembre 1920.
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