Il Castello Schizzi o Palazzo Mina di Casteldidone è l'unico testimone rimasto delle vicende del Rinascimento in poi.
Risale al 1596 come testimonia una lapide murata. Il committente è Ludovico Schizzi. L'architetto è ignoto. E' una bella costruzione
atipica, cioè unica perchè in essa viene armonizzato sia l'elemento abitativo, sia l'elemento sicurezza: non tutta rocca, non tutta casa
gentilizia. Viene chiamato indistintamente dagli abitanti: o Palazzo o Castello.
Le due torri fiancheggiatrici con le due gemelle al retro, le garrite sopraelevate per la difesa

formano un tutto armonico con le ampie sale,
con i vestiboli da farne un elemento tipico se non esclusivo dell'architettura mista del trecento e del quattrocento "mastio" con costruzione residenziale
vera e propria.
Le tappe storiche della costruzione, della duplice ricostruzione, dell'ampliamento, restauro e riordino sono segnalate da date incise nelle lapidi murate:
- 1596 Ludovico Schizzi fa costruire la villa castello;
- 1648 viene bruciato dai Gallo-Estensi;
- 1657 ricostruzione (6 luglio);
- 1735 ampliamento e restauro: Ludovico Carlo capitano e conte.
Dalle visite pastorali si ha la data dell'erezione dell'Oratorio di S.Antonio (Settala 1686): il visitatore annota: "
costructa da 6 anni".
L'armonica decorazione settecentesca dei soffitti, delle ampie sale e dei vestiboli, i medaglioni, le rappresentazioni mitiche: putti e racconti mitologici,
gli amorini, sono non tutti della stessa mano, ma tutti della medesima epoca: il settecento.
Belle le rappresentazioni delle virtù care alla Casa Schizzi: prudenza-giustizia-temperenza-fortezza. Importante la sala di rappresentanza (ora del bigliardo) per gli stemmi
gentilizi accoppiati che rappresentano probabilmente le parentele contratte: Odescalchi - Visconti - Bertani - Bernardino della Massa.

Il Castello, o Villa, passato in proprietà dei Mina della Scala e suoi eredi è incluso nei beni architettonici tutelati dalla Sopraintendenza, centro di interesse storico-artistico
è meta di turisti e centro di manifestazioni culturali.