Gaetano Zanotti nasce a Casteldidone il 1° Dicembre 1893 in una famiglia di coltivatori diretti. Il papà Arealdo coltivava circa 60 pertiche di terra. La mamma Ardigò Selene Udilia era parente del filosofo Roberto Ardigò il quale aveva abbandonato il sacerdozio nel 1871, facendosi paladino e fondatore del positivismo italiano, lasciando i familiari di Casteldidone in una situazione imbarazzante, poichè erano tutti di stretta osservanza cattolica.
Viene avviato agli studi ecclesiastici, ma al termine della prima guerra mondiale non li riprende mantenendo però i legami di amicizia con i compagni di seminario e con i superiori.
Siamo all'inizio del XX secolo. Mentre il movimento operaio ha già segnato le prime tappe del suo sviluppo dandosi una propria struttura organizzativa, quello contadino muove ancora i suoi primi passi. Alcuni organizzatori sindacali prendono contatto con i ceti rurali e nella pianura lombarda ed emiliana del Po vengono promosse le prime leghe, le prime cooperative di consumo. Il Soresinese è una delle zone in cui il fermento si manifesta in tono piuttosto vivace.
Sorge il "movimento contadino bianco" che proprio in questa zona segna, grazie anche all'aiuto di Guido Miglioli, una delle più brillanti affermazioni a livello sindacale. Oltre alla stipula di patti che rivendicavano l'aumento delle paghe orarie e dei compensi annui, si cerca di portare avanti una vasta opera di educazione tendente ad affermare la personalità del contadino anche sotto l'impulso e la spinta dell'allora vescovo di Cremona mons. Geremia Bonomelli, che fin dai primi giorni della sua nomina aveva sottolineato lo stato di disagio delle popolazioni rurali.
In quel periodo Gaetano Zanotti viene chiamato a gestire l'Ufficio del Lavoro del movimento Contadino di Miglioli.
Siamo nel 1919-1920 e sono anni di turbolenza politica non indifferente con scioperi anche selvaggi indetti dalle leghe "rosse" e "bianche" per i contrasti che erano nati dalle reciproche posizioni in fase "contrattuale". Le parti avevano chiaramente avvertito che la strada intrapresa significava il netto superamento dei rapporti preesistenti. L'imprenditore vedeva per sè la perdita dei propri privilegi. Il contadino a sua volta si sentiva prossimo all'emancipazione.
A seguito di questi avvenimenti che poi degenerarono in lotta anche violenta Zanotti si vede costretto fuggire cambiando anche nome.
Nel 1927 il sig. Guido Fontana ritorna a Casteldidone con il suo vero nome: Gaetano Zanotti. Nel 1928 sposa Olga Capra e viene assunto presso lo Zuccherificio di Casalmaggiore. Nel contempo aiuta i contadini nello svolgimento delle pratiche inerenti le loro attività lavorative.
Giungono gli anni del secondo conflitto mondiale e nel 1945, con Bruno Rossi, fonda l'organizzazione dei Coltivatori Diretti. Nell'agosto dello stesso anno incontra Bonomi. Prima come commissario e poi come presidente inizia il cammino della coldiretti cremonese. Alla nuova organizzazione Zanotti dà quell'orientamento chiaro, sia in politica sia nell'azione sindacale, ispirata ai principi della sociologia cristiana, ancorato agli ideali ancora intatti del Partito Popolare di don Sturzo.
Nel 1955 è deputato. Subentra all'on. Cappi, nominato giudice della Corte Costituzionale essendo il primo dei non eletti delle elezioni del 1953. Guida ancora i coltivatori diretti e gioisce con loro per la conquista della Cassa Mutua malattie, della pensione di invalidità e vecchiaia, per i Piani Verdi, per i vari interventi dello Stato a favore dell'agricoltura, della meccanizzazione, della piccola proprietà contadina. Non più rieletto nel 1958 continua il suo lavoro meticolosamente considerandolo una missione da portare a termine.
Muore il 19 novembre 1985.
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